6 0ttobre 2018: quattro passi per Trieste aspettando la “Barcolana” - 1 Day

Nel primo weekend di Ottobre, la nostra curiosità ci ha portato a Trieste. O meglio, per molti di noi, ci ha riportato a rivedere una città già nota a pochi giorni da una kermesse velica che la trasforma profondamente!

Al nostro arrivo, infatti, mancavano solo sette giorni alla “Barcolana 2018”. In altre parole: la regata velica più affollata del Mediterraneo. Un evento sportivo che porta quaggiù barche ed equipaggi provenienti da ogni parte d’Europa capaci di colorare il golfo triestino di migliaia di vele colorate e variopinte.

Durante la Barcolana e i giorni che la precedono, Trieste sembra profondamene diversa. Le vie, le piazze e le rive sembrano differenti specie agli occhi dei triestini che, nel resto, dell’anno vivono una città molto più compassata, sonnolenta e profondamente pigra.

Al nostro arrivo a Trieste, abbiamo trovato una città che era già pronta ad accogliere la “sua Regata”! Ad essere sinceri, temevamo di trovare un ospite che i triestini conoscono molto bene e i forestieri talvolta temono. Stiamo parlando della Bora con i suoi refoli e il freddo che la contraddistingue in molte giornate autunnali. Al nostro arrivo, pero’, questo gelido vento di Est / Nord / Est ha dato forfait per la gioia di qualcuno di noi.

In compenso, abbiamo trovato una città vivace, colorata e incredibilmente viva. Le Rive erano già in festa. Ai moli del porto, stavano arrivando, le prime barche iscritte alla regata e Il “Villaggio Barcolana” era già un via-vai di gente curiosa e vociante.

La nostra giornata “triestina” è volata velocemente tra una lunga passeggiata lungo le Rive. Uno scorcio, e ovviamente qualche foto, di Piazza Unità d’Italia. Una lunga camminata che è proseguita lungo la vicina Piazza della Borsa e il Ponterosso. Successivamente, ha sfiorato il Teatro Romano e ci ha portato a scoprire alcuni luoghi di culto cittadini (la chiesa serbo e greca ortodossa) per poi condurci nelle vie dei negozi tanto cari ai triestini: il Corso Italia, la via Carducci e San Nicolò.

Per il nostro pranzo, invece, abbiamo scelto un locale tipico a due passi dal Borgo Teresiano. Eravamo proprio qui nel “cuore di Trieste”, in questo quartiere, che i triestini chiamano amorevolmente “citta vecia” e fu costruito attorno alla meta del XVIII secolo su volontà dell’Imperatore d’Austria Carlo VI.

A pranzo, come non mai, ci siamo accorti che il confine è la a pochi chilometri da Trieste e la storia di questa città e le alterne vicende ne hanno condizionato profondamente anche le sue abitudini culinarie e gastronomiche. La cucina triestina, infatti, rimane un mix di piatti balcanici come austroungarici che noi abbiamo assaggiato non facendoci mancare davvero nulla.

Cosa vi potremmo consigliare? Premettiamo, noi abbiamo scelto un menu di carne. Ma, a Trieste anche il pesce la fa da padrone a tavola.

Detto questo noi abbiamo apprezzato moltissimo gli gnocchi di pane preparati con pane raffermo cotto in un intingolo a base di prosciutto, quelli di susine, preparati avvolgendo attorno a un pezzo di susina secca l’impasto degli gnocchi di patate (o semolino) e conditi con burro e cannella (qualcuno li mangia come dolce) e quelli con il gulasch.

Per quanto riguarda i secondi a base di carne abbiamo assaggiato un po’ di tutto: il gulash, il Kaiserfleisch, i cevapcici – salsicce speziate di origine balcanica -, un mix di luganighe di Vienna (wurstel) e di cragno (salsicce), la porzina con capuzi, cioè la coppa di maiale lessa con senape, crauti e rafano.

Il tutto ovviamente abbinato con un Terrano, il vino rosso più tipico della zona e naturalmente un dolce tipico.  Quali? Alcuni di noi hanno assaggiato le famose “carsoline” (o paste creme che dir si voglia), altri la Sacher Torte rigorosamente con la panna. I più audaci, invece, hanno assaggiato lo Strudel, la Putiza o il Presnitz sloveno bagnata con un pò di grappa “domacia” (locale).

Qualche rimpianto? Forse si. Non abbiamo fatto” el Rebechin”: tradizionale merenda di mezza mattina consumata in piedi negli innumerevoli buffet cittadini, a base di: porzina calda, trippe, yota, prosciutto caldo di Praga o il classico piatto di gulasch, naturalmente accompagnati da un buon “ottavo” di vino.

La curiosità di vedere Trieste e di stare assieme, però, ha prevalso sulla cucina locale. E arrivata sera, abbiamo avuto appena il tempo di visitare   qualche Locale Storico. O meglio, qualche bel esempio della tradizione dei Caffè Storici di Trieste. Ossia dei veri e propri salotti presenti nel centro città che, in passato, hanno rappresentato luoghi d’incontro tra illustri letterati quali: Umberto Saba, Italo Svevo, Rilke e Joice. E oggi rappresentano un privilegiato punto d’aggregazione in cui il triestino trascorre la pausa caffè sorseggiando un buon cappuccino ( attenti! questa dizione è solo triestina, superata la cittadina di Monfalcone questo è il comune caffè macchiato), scambiando quattro chiacchiere o leggendo “Il Piccolo”: il quotidiano locale.

Trieste può essere per il turista una fantastica meta d’arrivo (come nel nostro caso), ma secondo noi può rappresentare anche una piacevole sosta prima di raggiungere la costa istriana o quella dalmata. Non a caso l’Istria incomincia non lontano da Trieste, nella vivace cittadina di Muggia, che certamente rappresenta una perla della riviera triestina, con il suo nucleo storico raccolto attorno al mandracchio: la darsena che penetra fin dentro l’abitato.

Link Trieste: online

Link Bacolana: online

  • Alle 10.30 arriviamo a Trieste Centrale: la stazione dei Treni di Trieste e inizia la nostra passeggiata verso il Borgo Teresiano;
  • Alle ore 12.00 un veloce aperitivo in Piazza Unita' d'Italia;
  • Alle ore 13.00 pranziamo in un locale tipico;
  • Alle ore 15.00 prosegue la nostra "passeggiata triestina";
  • Alle ore 17.00 una breve sosta in un "Caffe' Storico" vicino al Ponterosso;
  • Alle ore 19.00 e' già tempo di riprendere il treno e di ripartire verso casa;

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Trip Facts

  • Treno
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